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Va a ballare con la sua nuova compagna, adesso. Balli di gruppo, un du’ tre qua’, si seguono i tempi dell’ultima canzoncina allegra ed esotica al ritmo di samba. Li insegna una maestra sulla sessantina, sfatta e volgare, con i capelli lunghi ricci rossi, proprio rossi, quel rosso che ti vien fuori quando vai in profumeria e compri quei tubetti di tinta professionale, e compri il Rosso, e dopo che ti risciacqui i capelli ti accorgi che sono proprio rossi, rosso vivo, ma dopo due settimane diventano arancioni, dopo tre rosa. Perché tutto passa.

E va a ballare, lui. Balla le coreografie dei balli di gruppo che insegna quella donna sciupata e opportunista, che a ballare non è mai stata brava ma si vede che è riuscita a convincere i suoi allievi del contrario: si sa, il tempo scorre e cambia le cose e tutto passa, anche l’abilità nel ballare, e lei quando era giovane sapeva certamente ballare.

Nessuno aveva mai pensato che a lui potesse piacere ballare i balli di gruppo in una palestra piena di gente più attenta a passare mentalmente in rassegna i piccanti retroscena delle vite altrui che a imparare la giusta sequenza dei passi della coreografia. 

Io li ho avuti i capelli rossi come la maestra di ballo. E’ stato almeno dieci anni fa, e nemmeno io avrei mai immaginato che, dieci anni dopo, un’attempata e sciatta signoraccia gli avrebbe insegnato a muovere sensualmente il bacino. Allora davo per scontato che dieci anni dopo l’avrei visto ancora passeggiare di fianco alla moglie per le strade affollate della festa del paese, premurandosi di avvertirla se il vento fresco d’ottobre le avesse spostato la parrucca lasciando intravvedere la calvizie, segno inequivocabile della chemio rossa.

Ma le cose cambiano, e tutto passa.

forse

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